La torre del Mangia
La torre del Mangia (cosė detta da tal Giovanni di Balduccio, o Duccio, soprannominato "Mangiaguadagni" o "Mangia", che vi batteva le ore prima che un automa lo sostituisse), rappresenta con Piazza del Campo il simbolo stesso di Siena nel mondo. I lavori di costruzione iniziarono nel 1325 e si conclusero intorno al 1348.
La torre č alta 87 metri (102 fino al parafulmine). La responsabilitā tecnica della sua costruzione fu affidata ai fratelli aretini Francesco e Muccio (o Minuccio) di Rinaldo, forse sotto la direzione di Maestro Agostino di Giovanni. La torre č tutta in cotto fino al coronamento, sotto la cella campanaria, dalle lunghe bertesche in travertino bianco.
Quest'ultima parte fu costruita probabilmente da Agostino di Giovanni, sembra su disegno del grande Lippo Memmi, cognato di Simone Martini. La campana maggiore fu fusa, dopo numerosi tentativi, nel 1348 da Ricciardo di Tingo e fu posta in opera nell'apposita cella campanaria l'anno seguente. La tradizione vuole che, al momento della posa della prima pietra, fossero state sistemate alla base della futura torre "alquante monete per la memoria di detta tore e fuvi messo in ogni canto di detta tore una pietra con lettere greche ebraiche e latine perchč non fusse percossa da tuono nč da tempesta".
Sin dal 1347 il "Mangia" era stato incaricato di battere le ore sulla torre ove, nel 1360, fu posto un orologio con meccanismo fabbricato da Bartolomeo Guidi. Dal 1379 il movimento fu trasmesso ad un automa ligneo che batteva le ore sulla campana. L'automa fu sostituito due volte con modelli prima in metallo e poi in pietra, dal 1780 le ore furono battute direttamente con un semplice martello. I resti dell'automa in pietra si conservano ancora nel Cortile del Podestā.
La campana maggiore della torre, quella del 1348, fu sostituita da un'altra nel 1634, ma riuscė imperfetta. Nel 1666 una terza campana o "Campanone" (detta dai senesi "Sunto" dal nome di Maria Assunta cui la campana stessa fu dedicata), pesante 6764 chilogrammi, venne collocata per la sua mole al di sopra della cella campanaria. Era stata fusa l'anno prima, e per ben due volte, nel chiostro della Chiesa di San Francesco, da Girolamo Santoni di Fano e Giovan Battista Salvini di Siena.

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